| 19.10.2011 - Ritardi calendario elezioni, interviene Presidente uscente |
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I ritardi logistici e organizzativi rappresentano una seria minaccia alla scadenza del 28 novembre per le elezioni presidenziali e legislative: è il timore espresso dal Centro Carter, organizzazione non governativa di promozione della pace che segue il processo elettorale in Repubblica democratica del Congo con una missione di 60 osservatori. Le principali difficoltà nell’organizzazione del voto vengono dal numero troppo alto di candidati alle legislative, in circa 18.500 per 500 seggi da assegnare. Secondo il Centro Carter si tratta di una “sfida troppo grande per la realizzazione, la stampa e la distribuzione delle schede elettorali in un paese carente di infrastrutture ma quattro volte più esteso della Francia”, si legge in un comunicato diffuso a Kinshasa. Il Centro, basato negli Stati Uniti, ha anche chiesto “misure rapide e convincenti per assicurare la trasparenza e la credibilità del registro degli elettori”. Nel caso in cui un periodo maggiore di tempo dovesse servire, l’organizzazione invita la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) a “consultare quanto prima i propri partner, inclusi i candidati alle presidenziali e tutti i partiti politici, per definire insieme un nuovo calendario alternativo e realistico e annunciare un’eventuale nuova data”. La scorsa settimana, la stessa direzione della Ceni aveva riconosciuto che il rispetto della data “è una sfida maggiore”, assicurando che “dovremmo farcela” ha detto Jacques Djoli, vice-presidente della commissione. A parlare del prossimo appuntamento elettorale è stato anche il presidente uscente Joseph Kabila, in un intervenuto non privo di vena polemica nei confronti dell’opposizione. “La promessa di organizzare elezioni in un clima sereno sarà mantenuta. Non saranno le manifestazioni dell’opposizione ad impedirne lo svolgimento” ha detto durante una conferenza stampa al Palazzo della Nazione. Il sito d’informazione ‘Radio Okapi’ riferisce che Kabila ha insistito sul fatto che “non serve organizzare ogni giovedì manifestazioni per chiedere la trasparenza del processo elettorale” in riferimento all’iniziativa settimanale indetta dall’Unione per la democrazia e il progresso sociale (Upds) e dalle formazioni alleate. Pur dicendosi “aperto al dialogo con società civile e partiti politici” prima dello scrutinio, il presidente uscente, al potere dal 2001, non ha mancato di dichiararsi “certo e convinto che non perderemo queste elezioni”. Il 28 novembre, Kabila, candidato indipendente sostenuto dalla Maggioranza presidenziale (Mp), dovrà confrontarsi con 11 sfidanti, tra cui lo storico oppositore Etienne Tshisekedi.
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