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1.12.09 Richiesta la scarcerazione per capo ribelle Laurent Nkunda |
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Potrebbe essere la Corte Suprema del Rwanda a giudicare l’ex-generale congolese di origini ruandesi Laurent Nkunda, ritenuto il principale responsabile delle violenze e dell’insicurezza che negli ultimi anni hanno continuato a colpire il Nord e il Sud Kivu (est della Repubblica democratica del Congo), anche dopo la
fine ufficiale del conflitto. La stampa africana, infatti, riferisce di una nota diffusa stamani dall’avvocato difensore di Nkunda il quale ha fatto sapere di aver depositato oggi di fronte al massimo tribunale ruandese una richiesta di scarcerazione nei confronti del suo assistito. L’avvocato Stephane Bourgon ha spiegato di essere stato costretto a ricorrere alla Corte Suprema dal momento che tutte le precedenti richieste avanzate di fronte a tribunali civili e militari ruandesi per “detenzione illegale” non erano state prese in considerazione. “Il mio cliente ha il diritto di sapere perché è stato arrestato, perché viene trattenuto e quanto a lungo durerà la sua prigionia, considerando che al momento nei suoi confronti non esiste ancora un valido mandato d’arresto e che nessuna accusa formale gli è stata mossa” scrive l’avvocato Bourgon nella sua nota. L’ex-capo ribelle del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) - che in molti ritengono continui ad avere una grande influenza sui propri uomini presenti nell’est del Congo - era stato arrestato alla fine di gennaio, mentre erano in corso negoziati tra i governi di Congo e Rwanda (di cui Nkunda è sempre stato uno stretto alleato). Da allora Kinshasa ha più volte chiesto – l’insistenza però è andata calando negli ultimi mesi in parallelo al miglioramento delle relazioni con Kigali – l’estradizione dell’ex-generale accusato di crimini di guerra. Proprio oggi il settimanale in lingua francese dedicato all’Africa ‘Jeune Afrique’ pubblica un lungo articolo su Nkunda, ritrovato (dopo che per mesi non si era più saputo niente di lui) nel quartiere di Kabuga, sulle colline alla periferia est della capitale ruandese. Secondo ‘Jeune Afrique’, Nkunda dallo scorso maggio si trova agli arresti domiciliari in una grande casa con giardino controllata da una decina di militari in borghese; non ha diritto a comunicare con nessuno tranne che con la moglie e due dei suoi figli. [MZ]
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