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25.11.09 Giudici francesi a Kigali, un segnale di distensione PDF Stampa E-mail

È vista come un segnale di distensione tra Kigali e Parigi la presenza in Rwanda, per tutta la settimana, di due magistrati francesi incaricati di indagare sul presunto coinvolgimento di cittadini ruandesi residenti in Francia nel genocidio del 1994. “Il loro arrivo è un’ottima notizia” ha detto Tharcisse Karugarama, ministro della Giustizia ruandese, riferendosi alla venuta delle signore Fabienne Pous e Michèle Ganascia. A Parigi sono state aperte una decina di inchieste giudiziarie su presunti responsabili del genocidio contro i tutsi, fra i quali Agathe Habyarimana, vedova del defunto presidente hutu Juvénal, il medico Eugene Rwamycio e l’ex-prete Wenceslas Munyeshyaka, quest’ultimo formalmente indagato. Kigali ha rotto le relazioni diplomatiche con Parigi tre anni fa, in seguito ai mandati di cattura emessi dal giudice francese Jean-Louis Bruguière contro nove esponenti dell’entourage dell’attuale presidente Paul Kagame per presunte responsabilità nel genocidio. Gli avvocati di alcuni di loro hanno chiesto al successore di Bruguière, il giudice Marc Trévidic, di recarsi in Rwanda per svolgere indagini, nella speranza che i mandati possano essere annullati. Da tempo Kigali accusa Parigi di proteggere presunti responsabili del genocidio, mentre l’ipotesi di un coinvolgimento del movimento di Kagame, il Fronte patriottico ruandese, emersa con forza nei lavori condotti da Bruguière, è andata scemando dopo che alcuni mesi fa uno dei principali testimoni ha ritrattato.[VG]

 

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