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Reclutamento dei giovani nelle milizie PDF Stampa E-mail
“Centinaia di ragazzi e ragazze continuano a essere inviati sulla linea del fronte dai gruppi armati attivi in Nord Kivu” : lo denuncia oggi la Missione delle Nazioni Unite in Repubblica democratica del Congo (Monuc) in una nota diffusa stamani, nella quale sono contenute le conclusioni della Squadra speciale incaricata di verificare le violazioni sui minori compiuti nel paese che nei mesi scorsi ha raccolto dati e testimonianze nella provincia nord orientale congolese del Nord Kivu, teatro da quest’estate di violenti combattimenti tra le forze regolari governative e i miliziani fedeli al generale dissidente filoruandese Laurent Nkunda.
Nel loro rapporto, gli esperti dell’Onu accusano soprattutto due gruppi: il ‘Congresso nazionale per la difesa del popolo’ (Congrès national pour la défense du peuple, Cndp), la formazione legata a Nkunda, e il Fronte democratico di liberazione del Rwanda (Front démocratique de libération du Rwanda, Fdlr), il gruppo antigovernativo ruandese nato tra i profughi ruandesi fuggiti nell’est del Congo dopo il genocidio del 1994.
Accuse particolari sono rivolte però agli uomini di Nkunda, dal momento che il Cndp staarebbe utilizzando il reclutamento di minori in modo “sistematico”. Dopo aver sottolineato “l’assenza generalizzata di bambini e giovani in alcune comunità e, soprattutto, tra la popolazione di sfollati”, gli esperti dell’Onu precisando che nelle zone sotto controllo del Cndp “le famiglie e le comunità che non vogliono consegnare i propri figli alla causa, riferiscono di intimidazioni e persecuzioni”.
Gli esperti sostengono inoltre che dopo il reclutamento forzato i minori ricevono un addestramento militare e vengono inviati sulla linea del fronte, al cuore dei combattimenti, mentre altri vengono utilizzati per compiti logistici o come ‘compagni’ per i capi. “Certi gruppi attivi in Nord Kivu sembrano prendere deliberatamente di mira le scuole o altri luoghi di ritrovo per giovani”.
La Monuc chiede quindi “la cessazione immediata del reclutamento e dell’utilizzo di ragazzi nel conflitto”, invitando i gruppi armati a consegnare alle organizzazioni per la difesa dei minori i giovani presenti nei loro ranghi. “Il reclutamento e l’utilizzo di ragazzi con meno di 15 anni da parte di forze e gruppi armati è considerato un crimine di guerra e come tale può essere perseguito dal Tribunale penale internazionale” ricorda in conclusione l’Onu.

 

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