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25.9.08 R.D.Congo - Sul National Geographic Channel il documentario sul massacro dei gorilla |
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Il ranger Paulin Ngobobo non è riuscito a trattenere le lacrime. Mburanumwe, la femmina di gorilla incinta che tante volte aveva incrociato nella foresta, era lì per terra, uccisa, il suo pelo in parte bruciato, il piccolo morto in grembo. Pochi passi più in là altre due femmine senza vita (una è la madre di un cucciolo di due anni). E poi ancora Senkekwe, un maschio dominante. Tutti sterminati a colpi d'arma da fuoco. |
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Programma Amani (dicembre 2007). Testo integrale |
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ALLARME RWANDA
Motivazione e richieste
La Società Civile ruandese ha poche possibilità di esprimere la sua voce. Abbiamo interpellato delle persone che sono ben informate sull'attualità della vita in questo paese. È per noi un dovere morale scrivere per solidarietà con questo popolo, ma anche perché siamo coscienti che il regime attualmente al potere in questo paese, non solo ha causato enormi sofferenze alla popolazione della RDCongo, ma anche al popolo ruandese che vive una situazione di oppressione nella quale molto pochi sono i privilegiati e molto numerosi gli emarginati.
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République Démocratique du Congo Intervention du Représentant permanent de la France au Conseil de Sécurité des Nations Unies (5/11/2002) La France est à l'origine de la création du groupe d'experts sur l'exploitation illégale des ressources naturelles de la RDC et le lien avec la poursuite du conflit dans ce pays. L'objectif était de mettre un terme à cette exploitation illégale, non seulement parce que ce pillage est moralement inacceptable, mais aussi parce qu'il constitue aujourd'hui un des moteurs du conflit dans la région des Grands Lacs.
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Lettera del vescovo Maroy |
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LA CHIESA TRAUMATIZZATA DEL SUD KIVU. L’APPELLO DEL VESCOVO MAROY
Mons. Maroy, nuovo vescovo di Bukavu (capoluogo del Sud Kivu), un prete che ha sempre studiato e vissuto nel Sud Kivu. Intervista del 14 maggio 2006, prima delle elezioni nella RDC. “Il popolo congolese ha sempre conosciuto la sofferenza dopo l’indipendenza. E’ stato governato da congolesi che hanno considerato come fosse il loro ventre la nazione congolese” “Noi usciamo da una lunga guerra che ha impoverito tutti i congolesi. E’ stata una guerra per procura, perché è stata introdotta nella RDC da elementi stranieri che hanno utilizzato qualche traditore e hanno portato all’uccisione di milioni di innocenti”.
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“UN AVENIR FRAGILE”. OXFAM INTERNATIONAL, FEBBRAIO 2007.
Introduzione Nel 2006 il popolo congolese, affrontando uno scetticismo profondo e molto diffuso, si è recato alle urne per partecipare ad una delle elezioni più importanti della storia africana. Questo voto ha messo fine a più di 40 anni di cattiva amministrazione e di guerra civile. All’inizio del 2007, malgrado le minacce continue alla sua stabilità, la Repubblica Democratica del Congo, ha davanti a sé un periodo che dovrebbe offrirgli delle opportunità senza precedenti, a condizione che nei mesi prossimi vengano prese decisioni politiche appropriate.
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Lettera di mons. Claude Rault |
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SMETTERE DI DEPREDARE IL KIVU Lettera agli amici di mons. Claude Rault, vescovo del Sahara, 21 gennaio 2007.
”La città di Goma è impressionante per le tracce di lava lasciate dall’eruzione del vulcano di 4 anni fa. Le case vengono ricostruite sulla lava con la lava come pietra di costruzione. La vita riprende, ma vi è ancora un gran numero di senza tetto”. “Amani, centro spirituale dei padri gesuiti sul Lago Kivu. Siamo in un luogo magnifico, quasi paradisiaco, che però non può farci dimenticare il marasma nel quale vive il paese, dopo tanti anni di odio, di guerra, di lotte fratricide che hanno gettato nel lutto il paese e devastato le persone e le famiglie. La cosa più triste è che anche la chiesa è colpita, e in profondità, da questo malessere. Le ci vorrà molto tempo per medicare le sue ferite.
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Svelato imponente traffico di diamanti insanguinati tra RDC Congo e Uganda |
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Nonostante il Protocollo di Kimberley e gli aumentati controlli continua incessante il contrabbando di diamanti dalla Repubblica Democratica del Congo, un traffico che a sua volta alimenta diversi microconflitti nell’area.
E’ con il traffico di diamanti (e alcune volte del Coltan) che la guerriglia si finanzia, acquista armi e materiale per la loro guerra atta principalmente alla difesa delle miniere dove ogni giorno centinaia di bambini sono costretti ad estrarre con le mani le pietre preziose per pochi dollari di paga. Dopo molti mesi di lavoro e di monitoraggio abbiamo finalmente ricostruito il passaggio delle pietre preziose tra il nord della Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, un traffico molto fiorente ma difficile da smascherare in quanto sono molti i militari ugandesi a essere parte attiva del traffico e quindi è assai difficile riuscire a introdursi nella zona per monitorare detto traffico senza essere intercettati dalle molte pattuglie presenti nell’area.
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Reclutamento dei giovani nelle milizie |
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“Centinaia di ragazzi e ragazze continuano a essere inviati sulla linea del fronte dai gruppi armati attivi in Nord Kivu” : lo denuncia oggi la Missione delle Nazioni Unite in Repubblica democratica del Congo (Monuc) in una nota diffusa stamani, nella quale sono contenute le conclusioni della Squadra speciale incaricata di verificare le violazioni sui minori compiuti nel paese che nei mesi scorsi ha raccolto dati e testimonianze nella provincia nord orientale congolese del Nord Kivu, teatro da quest’estate di violenti combattimenti tra le forze regolari governative e i miliziani fedeli al generale dissidente filoruandese Laurent Nkunda.
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Una materia prima talmente richiesta dal mercato internazionale da aumentare nel prezzo del 600% in meno di 4 anni; manodopera offerta a costi irrisori; autorità locali disposte ad ignorare decine di morti nelle miniere e un autentico disastro ambientale in due parchi naturali, per finanziare una guerra senza fine. E poi ancora, colpi di Stato, contrabbando, diamanti. Questa è la storia del coltan nella Repubblica Democratica del Congo. Una sostanza che è nel vostro cellulare, nella consolle per videogiochi o nella telecamerina che sognate di comprare, ma anche nei rapporti ONU, nelle denunce delle ong, in interrogazioni parlamentari... |
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La milizia sospende la partecipazione al processo di pace |
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La milizia sospende la partecipazione al processo di pace Il 28 marzo, un fragile negoziato di pace congolese durato due mesi e intralciato pesantemente da ritardi e violazioni quotidiane della tregua, si è trovato di fronte ad un'ulteriore situazione di incertezza quando la rappresentanza di un'importante milizia orientale si è ritirata dal tavolo delle trattative. Il PARECO, una fazione della milizia di guerrieri tradizionali Mai Mai e uno dei principali gruppi armati a sottoscrivere l'accordo di pace del 23 gennaio, ha annunciato il ritiro dei propri delegati nel corso di un dibattito sulla composizione di commissioni istituite per monitorare il processo di pace.
Stando al PARECO, alcuni decreti speciali varati alla fine di marzo e che istituivano le commissioni favorirebbero il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) del generale ribelle tutsi Laurent Nkunda. Il gruppo non ha di fatto chiesto di poter alla fine riaccedere al processo. |
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L'esercito e i caschi blu preparano "controffensiva" |
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L'esercito e i caschi blu preparano "controffensiva"“Le Forze armate della Repubblica democratica del Congo (Fardc) con il sostegno della Missione Onu nel paese (Monuc) stanno pianificando una controffensiva” contro gli insorti del generale dissidente Laurent Nkunda: lo riferisce una nota appena diffusa dalla Monuc relativa agli scontri nella regione nord-orientale del Nord-Kivu. |
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Ribelli fermano l'avanzata dell'esercito e conquistano alcune città |
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Ribelli fermano l'avanzata dell'esercito e conquistano alcune città
Hanno ripreso il controllo di Mushake (o Mushaki), le milizie del generale dissidente filoruandese Laurent Nkunda. Ieri, come confermato alla MISNA da Kumar Tiwari, il portavoce militare della missione Onu nel paese (Monuc), i ribelli hanno attaccato l’esercito regolare congolese (Fardc) riconquistando la roccaforte persa alla fine della scorsa settimana. |
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Aggiornamento sul Nord Kivu - Giugno 2008 |
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AFRICA/CONGO RD - Non è ancora partita l'offensiva contro le "forze negative" secondo alcune fonti locali dall'est del Congo Kinshasa (Agenzia Fides, 6.06.08)- "Al momento la situazione è calma e non vi sono ancora segni dell'annunciata offensiva contro le forze negative" dice all'Agenzia Fides una fonte della Chiesa locale dal sud Kivu, nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Nei giorni scorsi i Paesi della regione dei Grandi Laghi avevano annunciato un'offensiva per mettere fine, una volta per tutte, alla presenza delle cosiddette "forze negative", gruppi di guerriglia transfrontaliera che operano tra l'est della Repubblica Democratica del Congo, il nord Uganda e il sud Sudan. |
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Violenze sulle donne in Congo, Islande racconta |
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Violenze sulle donne in Congo, Islande racconta La lotta contro le violenze perpetrate alle donne, e soprattutto la lotta contro l'impunità che protegge gli autori di queste violenze è stato il tema centrale della Giornata Internazionale della donna che si è svolta in Congo, R.D.C. COOPI è una ONG italiana che opera in campo internazionale e che, tra gli altri progetti, fa di questa lotta in Congo, principalmente nell'Est del Paese, uno dei suoi cavalli di battaglia. Riportiamo di seguito l'intervista apparsa sul bollettino informativo della MONUC (Missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite in Rep. Dem. del Congo) ad Islande Georges Cadet, coordinatrice degli interventi psicosociali di COOPI, che racconta come sono organizzati gli aiuti per le donne vittime di tale flagello. |
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