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LA CIMA DELL'ICEBERG COMINCIA AD EMERGERE NEL KIVU PDF Stampa E-mail

Affinché le speranze e i sogni diventino una realtà, Néhémie Bahizire, cittadino congolese del Sud-Kivu, in Repubblica Democratica del Congo, denuncia ancora una volta il dramma vissuto dalla popolazione e il disegno che si sta realizzando. 

Non ho mai smesso di gridare in favore della popolazione del Nord e Sud Kivu, inviando appelli all'umanità tutta intera, affinché chi è preso dall'amore e dalla compassione possa agire. Tuttavia, finora ho gridato invano. Alcuni lettori mi accusano di allarmista, estremista, xenofobo e che ne so io ancora. Tuttavia, col passare dei giorni, mi sembra che gli avvenimenti mi diano ragione.  

1. UNA POPOLAZIONE PRESA DI MIRA E COSCIENTE  

Attacchi  
- Non passa giorno senza che le radio locali non annuncino dei massacri, saccheggi e stupri da parte di militari del CNDP/FARDC[1].  
- Il 25/11/2009, un deputato della circoscrizione elettorale di Kabare (Sud Kivu) denuncia la deportazione della popolazione di Irhégabaronyi, nel territorio di Nindja, da parte del CNDP/FARDC, per costringerla a lavorare nelle miniere di cassiterite.  
- Nella notte del sabato 05/12 e del lunedì 07/12/2009, nella parrocchia cattolica di Kabare e al monastero di Murhesa, attacco e conseguente assassinio di un sacerdote e di una suora dell'arcidiocesi di Bukavu da parte di uomini armati.  
- La fame si diffonde sempre più nel Sud Kivu e sarà accompagnata da epidemie, perché è da due stagioni che in tutta la campagna la popolazione è in continuo spostamento a causa dell'insicurezza e non può né coltivare i campi né raccoglierne i prodotti, perché o i militari del CNDP/FARDC o quelli delle FDLR[2] li rubano.  

Grida inascoltate  
Allo stadio attuale, i persecutori delle popolazioni del Kivu cominciano a manifestare le loro reali intenzioni e la loro strategia si concentra sempre più sulla popolazione autoctona del Kivu. La popolazione ne è sempre più cosciente e manifesti il suo smarrimento.  
- Il 28/10/2009, la Società civile del Sud Kivu ha organizzato una manifestazione della popolazione di Bukavu per consegnare al Presidente della Repubblica un memorandum  in cui si denuncia l'ambiguità degli obiettivi dell'operazione militare Kimya 2.  
- Il 31/10/2009, la popolazione di Lubero (Nord Kivu) è scesa in strada per denunciare il silenzio complice del governo congolese a paoposito dello sterminio in corso della popolazione di questo territorio da parte del CNDP.  
- Il 18/11/2009, le ONG internazionali e varie agenzie delle Nazioni Unite sospendevano le loro attività a Lubero (Nord Kivu), a causa dell'ostilità della popolazione verso di loro. Lo stesso giorno, a Bunyakiri (Sud Kivu) la MONUC, le FARDC e altre ONG internazionali hanno subito dei lanci di pietre da parte della popolazione in collera; bilancio: due persone fucilate dalle FARDC.  

2. AZIONI MILITARI IN CORSO E AGENTI  

2.1 Operazione Kimya 2  
Scatenata - almeno sembra - per costringere gli Hutu ruandesi armati a ritornare in Ruanda, questa operazione si rivela oggi diretta contro la popolazione locale del Sud Kivu.  



2.2 I combattenti autoctoni "Maï-maï"  
- Le operazioni militari condotte dal CNDP si rivolgono anche contro gli ultimi resistenti Maï-maï del territorio di Fizi (Sud Kivu). Ogni giorno il CNDP/FARDC si vanta del bilancio dei Maï-maï uccisi e parla di pulizia. La popolazione locale si chiede perché nessuno si combatte contro le FRF[3]. Forse che i Maï-maï hanno commesso più crimini che il CNDP, che ha agito con il silenzio complice e colpevole della MONUC[4]?  
- Il 3/11/2009, un nuovo movimento Maï-maï chiamato Unione del Popolo Congolese per la Rivoluzione", UPCR ", ha attaccato il centro di istruzione militare di Luberizi (Sud Kivu). Bilancio: 3 persone uccise, altre prese in ostaggio, armi e munizioni rubate. Questo movimento, condotto da ufficiali militari disertori delle FARDC, ha dichiarato di combattere l'aggressione ruandese del Kivu. 

2.3 La MONUC  
- Il 2/11/2009, Alain Le Roy, vice segretario generale dell'ONU incaricato delle operazioni, ha denunciato il massacro di 69 persone da parte di militari del CNDP a Lukweti, vicino a Nyabiondo, nella provincia del Nord Kivu e ha annunciato la sospensione dell'appoggio della MONUC alla rigata implicata. Mentre l'ong Human Right Watch parlava di 555 persone massacrate, il 30.11.2009 lo stesso Alain Le Roy si congratulava col presidente Kabila per la pace ristabilita nel Kivu!  

2.4 Le FDLR  
- Benché le FDLR siano state destabilizzate dalle operazioni in corso,  gli effetti negativi della loro presenza sulla popolazione sono aumentati. Secondo il rapporto dell'ONU, anch'esse sono implicate nello sfruttamento illegale dei minerali congolesi.  

2.5 Il CNDP  
- Il 10/11/2009 Kamanzi Désiré, presidente del CNDP, annuncia le sue dimissioni dalla guida del movimento, con il pretesto della non applicazione, da parte del Governo congolese, degli accordi firmati.  
- Il 12/11/2009 Kambasu Ngema, segretario generale del CNDP, sulle onde di radio Okapi minaccia di riprendere le armi contro il Governo congolese. Lo stesso giorno, la Società Civile di Walungu (Sud Kivu) denuncia una lunga serie di stupri commessi da militari del CNDP/FARDC a Luhago, Cishadu e Nzibira.  
- Il 17/11/2009, radio Okapi annuncia l'arresto, in Germania, di Ignace Murwanashaka, presidente delle FDLR e di uno dei suoi collaboratori, mentre il Governo congolese protegge un criminale tutsi, Bosco Ntaganda, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra.  
- Il 27/11/2009, citando il rapporto degli esperti delle Nazioni Unite, l'ONG britannica Global Witness denuncia lo sfruttamento dei minerali da parte del CNDP nelle miniere abbandonate dalle FDLR[5].  

3. OCCUPAZIONE DEL KIVU DA PARTE DEL RUANDA VIA IL CNDP  

- L'obiettivo del CNDP comincia a realizzarsi. Il 20/11/2009, radio Okapi ha informato sull'arrivo, nel Masisi e Rutshuru (Nord Kivu), di 12.000 famiglie Tutsi provenienti dal Ruanda e portando con sé greggi di mucche. Sono entrati per Kibumba, località alla frontiera con il Ruanda. La popolazione autoctona protesta, ma in vano, perché questi invasori e i loro greggi occupano ogni terra che trovano, addirittura nel parco di Virunga. Si dichiarano rifugiati congolesi che ritornano a casa loro, ma non conoscono neanche i nomi dei villaggi di accoglienza.  
- Interrogati dai giornalisti, il HCR e la Commissione Nazionale per i Rifugiati (CNR) hanno affermato che i nomi di queste persone non risultano nelle statistiche dei rifugiati. Inoltre, forse che nei campi rifugiati del HCR in Ruanda si allevano mucche? Il Governo ruandese ha detto non riconoscere queste persone, mentre il Governo congolese tace e acconsente.  
- Lo stesso giorno, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'abitat "Un Habitat" ha esigito alla popolazione locale lo sforzo di una coabitazione pacifica con i nuovi arrivati, dimenticando i diritti e la vita delle vittime autoctone che perdono il loro unico mezzo di sussistenza, la loro terra.  
- Nel Sud Kivu, si sta preparando un altro movimento di invasione tutsi via il Burundi. Un  tentativo è già stato sventato a Kavinvira: sono ritornati indietro e aspettano solamente un segnale da parte delle forze militari del CNDP che stanno sgomberando e preparando il campo. Il HCR farà rientrare anche quelle 500.000 persone che risultano sulle sue liste come "rifugiati congolesi". Evviva l'occupazione del Kivu.   

4. RUOLO DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE  

4.1 Unione Europea, USA ed altri Paesi del Nord:  
- Il 19/11/2009 gli Ambasciatori dell'Unione Europea si riunivano a Kisangani in RDCongo per discutere sulle foreste congolesi. Nello stesso momento, gli USA e il Canada bloccavano la riunione del Club di Parigi sull'annullamento del debito estero della RDCongo, a favore delle loro multinazionali che hanno intrapreso un braccio di ferro con il Governo congolese a proposito della revisione dei contratti minerari giudicati sfavorevoli per la nazione. Ora, questi stessi paesi avevano appena esigito e ottenuto dalla RDCongo la revisione del suo contratto minerario con la Cina. Una giustizia a doppia velocità.  
- Il problema dell'acqua del bacino idrografico del Congo e quello dell'installazione di una base militare della forza USA "AFRICOM" verranno ad aggiungersi alle disgrazie dei congolesi.  
- Gli USA rifiutano categoricamente di fornire al gruppo degli esperti delle Nazioni Unite le informazioni sui conti bancari di personalità del CNDP aperti presso banche americane.  
- La Cina, l'Uganda, la Gran Bretagna e la Francia non vogliono sentir parlare dell'ultimo rapporto dell'Onu che dimostra l'implicazione delle multinazionali dei loro paesi nell'acquisto dei minerali di sangue importati dal Kivu.  

4.2 Le Nazioni Unite:  
Le Nazioni Unite sono rappresentate in RDCongo dalla MONUC, i cui limiti sono da tutti conosciuti:  
- aver consegnato la città di Bukavu al CNDP nel 2004;  
- aver decorato Nkundabatware, capo del CNDP;  
- essere implicata con il CNDP nel traffico di armi e munizioni contro minerali,  
- facilitare lo smantellamento dell'esercito nazionale, per infiltrarvi militari ruandesi e ugandesi,  
- sfruttamento sessuale di donne congolesi, ecc.  
I soldati pakistani, caschi blu della MONUC dispiegati nel Sud Kivu, invece di occuparsi della protezione della popolazione civile, principale missione per la quale sono stati inviati, non fanno che predicare l'islam. Hanno costruito già più di 20 moschee in differenti villaggi; per attirarsi degli adepti, ogni giorno distribuiscono alimenti e vestiti. Tutto ciò a spese delle Nazioni Unite; nessuna realizzazione di interesse comunitario come scuole, centri di salute, ecc. La popolazione perplessa si chiede se l'ONU sia venuta nel Sud Kivu per impiantarvi la religione musulmana.  
Il 30/11/2009, le Nazioni Unite hanno prorogato per un anno l'embargo sull'importazione delle armi in RDCongo, tuttavia si astengono e non propongono nessuna sanzione contro il Ruanda, l'Uganda, la Tanzania e altri paesi europei e asiatici, tuttavia citati dal gruppo degli esperti di questa stessa ONU, a proposito della vendita di armi a criminali attivi nel Kivu e in Ituri.  

5. IL GOVERNO CONGOLESE  

Si sa che il Governo congolese è al servizio delle potenze occidentali con la missione di facilitare tutte le operazioni sopra citate. Elette dal popolo, le autorità non dovrebbero agire come mercenari, ma questa è la realtà. Inutile dunque parlare di autorità che tradiscono il loro popolo.  

6. CONCLUSIONE  

La popolazione congolese del Kivu è la vittima espiatoria del genocidio commesso in Ruanda da ruandesi stessi; ogni giorno, la popolazione paga l'amaro prezzo del conflitto rwandese tra Tutsi e Hutu e ciò nel silenzio colpevole della Comunità Internazionale e delle autorità congolesi. Annientata, questa popolazione cammina verso un indomani incerto senza sapere a che santo rivolgersi.  
La MONUC che non vuole in nessun modo che si parli della sua partenza dal Congo, aspetta probabilmente di supervisionarvi  la balcanizzazione del Kivu. Ciò potrà realizzarsi solamente in un bagno di sangue dei Congolesi, vittime innocenti. Il resto, Dio solo lo sa.  

Bukavu, 8 dicembre 2009.  

Néhémie BAHIZIRE 


[1] FARDC: Forze Armate della RDCongo alle quali, all'inizio del 2009, sono state frettolosamente integrate le truppe del CNDP di Laurent Nkunda contro cui combattevano. CNDP: Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo, movimento politico-militare pro-ruandese che difende essenzialmente gli interessi tutsi, 
[2] FDLR: Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda, un'organizzazione politico-militare degli Hutu ruandesi in RDCongo. 
[3] FRF: Forza Repubblicana Federalista. Ramo del CNDP nel Sud Kivu.  
[4] MONUC: Missione delle Nazioni Unite in Congo.  
[5] Informazione data da Radio Okapi, la radio della Missione delle Nazioni Unite in Congo.

 

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