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AMICI DI MWESO PDF Stampa E-mail

Gruppo di solidarietà con il centro rurale di Mweso (Nord Kivu – Repubblica Democratica del Congo) e di informazione sulle vicende della regione dei Grandi Laghi


Le iniziative di solidarietà con Mweso sono realizzate in collaborazione con un’organizzazione non governativa che ha sede a Mweso e nella vicina città di Goma: CADEP, che vuol dire “Comitato di agricoltori per lo sviluppo partecipativo”.

CADEP è stato fondato nel 1992 da Mujogo Viateur Kanyamuhanda, un giovane venuto poi a studiare scienze agrarie in Italia e in Belgio. Dal 2006 Mujogo è rientrato nel suo paese ed è impegnato insieme ai contadini e agli studenti di CADEP

per far uscire dalla povertĂ  e dalla insicurezza la popolazione di Mweso.




Amici di Mweso nasce da un gruppo di persone che nel maggio 2007 hanno compiuto un viaggio di otto giorni nella cittĂ  di Goma, capoluogo del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, e a Mweso, un grosso villaggio rurale a 100 km a nord di Goma.

Il viaggio concludeva un progetto presentato al ministero degli esteri da una ong italiana che si occupava di giovani dei paesi poveri venuti a studiare in università italiane (Ucsei ù Ufficio centrale studenti esteri in Italia). Uno di questi giovani era Mujogo, animatore dei contadini di Mweso. Il progetto prevedeva la sensibilizzazione di alcune scuole romane ai problemi della povertà nelle zone rurali dell’Africa subsahariana e il sostegno per un anno a un corso di formazione per un centinaio di contadini di Mweso. Alla fine del corso, che ha coinvolto numerosi studenti italiani e stranieri e alcuni insegnanti, c’è stato il viaggio, al quale hanno partecipato una decina di persone.


Durante il soggiorno nel villaggio i partecipanti al viaggio hanno stretto un legame di amicizia con la popolazione locale e con i giovani contadini di CADEP, l’associazione fondata da Mujogonel 1992 per promuovere lo sviluppo di Mweso (Cadep significa “Comitè des agricolteurs pour une developpement partecipatif”). Hanno capito che quell’incontro, seppure così breve, doveva diventare l’inizio di un nuovo impegno di solidarietà. Il progetto finanziato dal ministero era però concluso e non c’erano più risorse economiche per aiutare la popolazione di Mweso.

Ecco allora che nasce il gruppo “Amici di Mweso”.


Giancarlo Gamba, uno dei partecipanti, ne parla alla gente del suo quartiere, la Magliana, che da decenni lo conosce come instancabile animatore. Riunisce un po’ di persone nella parrocchia di San Gregorio Magno e avvia una raccolta di fondi per promuovere la scolarizzazione dei ragazzi di Mweso le cui famiglie non hanno i mezzi per mandarli a scuola. E’ un vero progetto di “adozioni scolastiche”, per bambini della scuola primaria e per ragazzi della scuola secondaria. Il coinvolgimento avviato da Giancarlo va oltre i confini della Magliana e raggiunge persone e famiglie anche in altri ambienti.


Un altro dei partecipanti, Vito Conteduca, vicepreside del Liceo Montale, anima un gruppo di studenti e genitori del liceo classico Montale di cui è vicepreside e crea l’associazione “Schola Mundi” (con cui sostenere iniziative in vari paesi del Terzo Mondo). Vito convince il suo liceo a intraprendere una specie di adozione dell’Istituto pedagogico Kizito di Mweso.


Uno dei due giovani italiani andati a Mweso, Andrea Negri, studente del quinto anno dell’Istituto Galileo Ferraris, con l’aiuto di Sabina Pistone, insegnante di inglese, racconta la sua esperienza nella classi del suo Istituto e raccoglie fondi. Poi ne parla con la sua parrocchia, quella di San Giulio, a Monteverde; e la comunità parrocchiale decide di destinare a Mweso la raccolta di carità durante la quaresima.

E anche tutti gli altri si danno da fare, come possono, trovando nuovi amici.


Rosetta Pellegrini, insegnante in pensione che già era stata più volte nel Nord Kivu, a Goma, promuove l’adesione di persone che conosce nella diocesi di Cremona.


A distanza di un anno da quel viaggio, nasce così, informalmente, il gruppo “Amici di Mweso”, il cui scopo non è solo quello di sostenere piccoli progetti di riscatto sociale a Mweso, in collaborazione con l’organizzazione non governativa CADEP, ma è anche quello di raccogliere documentazione su questa zona martoriata della Repubblica Democratica del Congo, e più in generale sulla cosiddetta “regione dei grandi laghi”.

 

C’è bisogno, infatti, che l’opinione pubblica italiana si faccia attenta, in modo particolare, a quelle aree del continente africano dove i diritti umani sono maggiormente violati e la povertà persiste o addirittura si aggrava, e dove, al tempo stesso, la responsabilità di quanto accade è anche dell’Unione Europea.

 

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